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Suoni di guerra con un sms
Premio Russello, ecco come cambia il linguaggio
giovanile
di Stefania Miotto
TREVISO. Bom, bom, bom, Bom, bom, bom,.... un piccolo cuore
ha smesso di battere. E' questo l'sms che ha vinto la
seconda edizione del premio Antonio Russello che aveva come
tema "Guerra e pace". L'ha composto Carla Zorzo che vive a
Onara di Tombolo e frequenta Ragioneria a Castelfranco. Di
questa scheggia di impatto fortissimo, la commissione ha
annotato: «Messaggio di assoluta incisività, proprio dello
strumento di comunicazione richiesto, gioca sul valore
fonico e semantico delle parole, risolvendo la frase con una
drammatica, realistica visione del farsi della guerra. Una
fulminante, quasi futuristica, presa diretta della parola
nel fatto». E questi ragazzi che hanno partecipato, con
circa 250 sms e oltre 100 epistole, hanno dimostrato
profondità e maturità tanto che il presidente del credito
trevigiano Nicola Di Santo, durante la premiazione avvenuta
domenica al teatro Accademico, ha dichiarato che "questi
giovani hanno saputo andare oltre lo schema preconfenzionato
dagli adulti" e questo dovrebbe essere motivo di
riflessione.
Davide Zulian, il secondo classificato, che frequenta l'Ipsia,
ha invece scelto un linguaggio tecnico, gelido, quasi ad
evidenziare la crudeltà e l'inumanità della guerra. Eccolo
il suo sms: pacexP: start/programmi/accessori/utilità di
sistema/formattazione/guerra/avvio. Insomma, un linguaggio
macchina scabro, duro, funzionale. «Il messaggio -
esordiscono i giudici - riesce a comunicare senza mediazione
l'emozione e la tragicità di un evento inarrestabile. Grande
originalità dell'idea e della piena riuscita della sua
applicazione». Il terzo classificato, Francesco Minichiello,
sempre dell'Ipsia, ha scritto: Più voi mine pianterete
schegge nei corpi della nostra gente più noi conficcheremo
schegge di pace nel cuore dei potenti. Uno stile asciutto e
asintattico che ha fatto breccia nella commissione.
La sezione lettere, invece, ha visto vincere Sara
Stangherlin, del liceo scientifico. La lettera della Storia
al suo ventunesimo figliolo è stata giudicata la migliore.
«Rivela - scrive la commissione - una maturità di pensiero
espressa mediante una scrittura articolata e chiara. L'io
parlante è la storia che si rivolge al ventunesimo secolo».
Lo spunto è originale, il tono confidenziale e dolente,
tipico dello stile epistolare. La scrittura è fresca e
leggera sebbene il contenuto si riveli profondo. Una missiva
che si conclude con un appello di speranza: aiutami a
guarire, tutti te ne saranno grati!. La seconda classificata
si chiama Elena Simionato, di Ragioneria. Scrive alla
sorellina appena nata e questo è lo spunto per una
riflessione sul senso più profondo della pace, equiparata,
nelle parole di Elena, alla gioia della vita nuova, alla
luce della speranza. Al terzo posto Melissa Marostica,
sempre di Ragioneria. La giovane si rivolge agli adulti,
affronta il tema della guerra da un punto di vista
originale: la competitività come fonte di aggressività e di
guerra.
(da La Tribuna di Treviso, 20 maggio 2003) |