la storia

un po’ di storia

Galileo intraprese lo studio del moto del pendolo nel 1581, dopo aver osservato il moto di oscillazione di una lampada sospesa nella Cattedrale di Pisa. Egli si accorse che il periodo di oscillazione di un pendolo e' indipendente dalla sua ampiezza, fenomeno detto "isocronismo". Il pendolo potè quindi essere usato come strumento per misurare gli intervalli di tempo, trovando applicazione per esempio in medicina, come misuratore delle pulsazioni cardiache. Molti anni più tardi, nel 1641, Galileo propose l'utilizzo del pendolo come meccanismo regolatore degli orologi, e ne abbozzò un progetto. Tuttavia, ormai vecchio e cieco, non riuscì a realizzarlo, e l'orologio a pendolo venne costruito solo nel 1657, da Christiaan Huygens.

BIOGRAFIA DI GALILEO
Nacque a Pisa il 15 febbraio 1564. Studiò a Pisa, dove occupò la cattedra di matematica dal 1589 al 1592. Passò poi alla cattedra di matematica di Padova, dove rimase fino al 1610. Negli anni padovani costruì il termoscopio e ideò e costruì il compasso geometrico e militare. Nel 1594 ottenne il brevetto per una macchina da alzare acqua. Nel 1609 mise a punto il cannocchiale col quale compì le osservazioni che lo portarono alla scoperta dei satelliti di Giove. Nel 1610 fu nominato matematico e filosofo del Granduca di Toscana. Nel 1614, il padre Tommaso Caccini denunciò le opinioni di Galileo sul moto della Terra. Galileo si recò a Roma per difendersi dalle accuse mosse, ma nel 1616 ricevette un’ammonizione dalle mani del Cardinale Bellarmino che lo diffidò dall’ insegnare l’astronomia copernicana, perché contraria alle affermazioni delle Sacre Scritture. Nel 1622 scrisse il “Saggiatore”, che fu approvato e pubblicato a Roma nel 1623. Nel 1624 mise a punto il primo esemplare conosciuto di microscopio. Nel 1630 si recò ancora a Roma per sollecitare la licenza di stampa del “Dialogo dei Massimi sistemi”, stampato a Firenze nel 1632. Nell’ottobre del 1632 fu intimato a Galileo di presentarsi al Sant’Uffizio a Roma. Il tribunale emise una sentenza di condanna e costrinse Galileo all’abiura. Fu relegato in isolamento a Siena e finalmente, nel dicembre del 1633, gli fu concesso di ritirarsi nella sua villa di Arcetri. Dal 1634 restò privo del sostegno dell’amata figlia, scomparsa prematuramente. Nel 1638, quando era ormai completamente cieco, uscirono a Leida i “Discorsi e dimostrazioni intorno a due nuove scienze”.Morì ad Arcetri l’8 gennaio del 1642.