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"DIVENTIAMO CITTADINI EUROPEI"  EDIZIONE 2005

§          Svolgimento tematica n. 3

 "L'eventuale adesione della Turchia all'Unione europea ha suscitato un grande dibattito. Servendoti anche dei numerosi articoli dedicati al problema dalla stampa, esamina i pro e i contro di una tale decisione ed esprimi il tuo motivato parere"

L'ammissione turca nell'Unione è un tema  d'una tale complessità che si può giungere ad un "sì assoluto" o ad un "no assoluto" solo se non si soppesano tutti i fattori in gioco. Non è stato stimolato a sufficienza nell'opinione pubblica europea un dibattito sulla questione dell'adesione turca. Ben venga allora la discussione, che scarti il sì e il no "a priori". 

Chi sostiene il no spesso ha immagini riduttive e distorte dell'adesione turca (invasione, fattore Islam etc.) e fonda la sua opinione (o piuttosto il suo pregiudizio) su fattori xenofobi ed intolleranti. Un no non all'altezza, quindi, delle ambizioni del progetto europeo. Se dobbiamo dire no, che sia non per scacciare le nostre paure, ma perché davvero disponiamo di un'alternativa migliore. E siamo in grado di dimostrarlo.

Ci sono alcuni fatti innegabili che mostrano la Turchia sotto un aspetto positivo: essa ha fatto moltissimo per soddisfare i criteri che le erano stati richiesti, non meno e forse ancor più di altri candidati già ammessi; sicuramente resta parecchio da fare, in tema di rispetto dei diritti umani ad esempio, ma in termini di modifiche legislative e comportamenti politici la Turchia ha fatto passi da gigante.

Consideriamo anche le pressioni internazionali (enormi) esercitate sull'Unione affinché ammetta la Turchia. Tali pressioni da una parte e lo scetticismo popolare europeo dall'altra pongono governi ed istituzioni dell'Unione in una posizione non facile.

Ma procediamo con ordine, analizzando anzitutto i problemi oggettivi che l'adesione turca presenta:

§          la dimensione e l'evoluzione demografica turca, che ne fanno il paese più popoloso (ma questo non significa necessariamente che la Turchia eserciterà un dominio ferreo sugli altri 27 o che condizionerà gli equilibri in un' Europa di 28 membri);

§          l'enorme differenza economica: il reddito pro - capite turco é oggi il 29% di quello europeo. Si tratta d'una grande sfida in termini economici, con notevoli conseguenze sulla destinazione dei fondi strutturali. (Ma sino ad oggi l'adesione al progetto europeo ha sempre avuto come risultato una drammatica accelerazione della prosperità, con benefici in termini di sviluppo e stabilità per l'intera regione);

§          la Turchia é un paese islamico, e quindi rappresenta una sfida culturale di portata diversa rispetto a tutte le adesioni precedenti. Esiste un accordo sostanziale sul fatto che l'Europa non é un progetto cristiano: il cristianesimo ne rappresenta una componente fondamentale, assieme ad altre. Dal canto suo, la Turchia é un paese che, pur islamico, ha partecipato da sempre alla storia europea. Quindi non possiamo essere sicuri che non integrare nell'Unione uno dei pochi paesi islamici che hanno fatto passi avanti sostanziali in termini di democrazia politica ed economica sia una scelta vincente.

Essenzialmente, però, chi si oppone all'adesione turca non vuole la Turchia perché non vuole turchi nell'UE, o vuole mantenere quelli che ci sono come stranieri con meno diritti. Ampliare l'Unione per incorporare un “cuscinetto” sarebbe il contrario di quello che gli imperi hanno fatto per secoli. Quando si é incominciato a parlare d'adesione turca (già negli anni 60), il problema dell'immigrazione clandestina non esisteva proprio. Certo, la situazione internazionale é molto cambiata, ed ammettere la Turchia aprirebbe un fronte d'estrema complessità, quale la gestione d'una frontiera lontanissima dal centro dell'Europa e gestita dall'esercito turco, la cui reputazione non é tra le più impeccabili in termini di rispetto dei diritti umani. A meno che non si riesca a portare avanti il principio della condivisione della responsabilità della tutela delle frontiere dell'Unione tra gli stati membri.

Ma ci sono anche diverse ragioni per dire "No" alla Turchia. Vediamo ora queste motivazioni.

§          I turchi  sono sempre stati estranei al nostro processo culturale, non garantiscono i diritti fondamentali (le prigioni sono in condizioni medievali), e negli ultimi anni si è assistito anche ad un ritorno del fondamentalismo religioso. L’UE nel 2007 o al più tardi 2008 si allargherà anche a Romania e Bulgaria: siamo arrivati al punto di saturazione oltre il quale se si continua con tutti questi allargamenti non rimarrà più nessuna entità riconoscibile per "unione". La maggioranza schiacciante dell'opinione pubblica europea (fra il 65 e il 75%) è contraria a all'ingresso della Turchia e chiede maggior democrazia per l'UE

§          PRIVATE "TYPE=PICT;ALT=Partecipa alla discussione"Entrare in Europa significa essere in grado di controllare il flusso di gente ai propri confini esterni alla comunità; se facciamo fatica noi italiani a controllare le nostre coste, pensiamo ai turchi che oltre al mare devono controllare anche il deserto.
Come non bastasse, essendo entrata Cipro nell'Unione non credo che questi ultimi siano d'accordo nel far entrare un paese col quale non hanno rapporti di buon vicinato.

§          La Turchia é geograficamente fuori dall'Europa, salvo la sottile striscia di terra al di qua del Bosforo. Un allargamento dell'Europa al di là dei confini del continente creerebbe un precedente per ulteriori sconfinamenti nel vicino Oriente e nel Maghreb. Associare questi paesi con trattati di collaborazione economica e altre forme di amichevole alleanza può essere un utile obiettivo; promuoverne l'ingresso a pieno titolo nell'Unione avrebbe invece la conseguenza di annacquarne definitivamente i caratteri originali e trasformarla in una zona di libero scambio anziché in un vero e proprio soggetto politico.

§          La Turchia confina con l'Iraq, l'Iran, la Siria, l'Armenia. Ha rilevanti interessi in tutta la zona caucasica. É alle prese da tempo con la questione curda. Porta con sé insomma molti e molto gravi problemi che diventerebbero di pertinenza di tutta l'Europa;  inoltre è un paese in fase di forte crescita demografica. Alla fine del prossimo decennio conterà cento milioni di abitanti. Sarebbe, dal punto di vista demografico, il paese più popolato della Ue, con immediate ripercussioni sulla composizione del Parlamento europeo e di tutti gli organi dell'Unione. La Germania, che conta attualmente 96 seggi nel Parlamento di Strasburgo e che é il maggior finanziatore del bilancio comunitario, non accetterà mai l'ingresso della Turchia che destabilizzerebbe il già difficile equilibrio raggiunto all'interno dei vari organi dell'Unione.

§          Quella della Turchia é una storia di guerre e di invasioni dell'Europa e se ne vedono ancora ampie tracce nei Balcani.

§          Dal punto di vista economico si tratta d'un paese molto povero. Tutto il sistema dei contributi europei alle regioni depresse e all'agricoltura salterebbe, con conseguenze assai gravi per il nostro Mezzogiorno, per i Paesi dell'Est europeo da poco entrati nell'Unione, della Grecia, della Spagna e della Francia.

§          La Turchia é un paese islamico. Per certi aspetti questo può essere un aspetto positivo per l'Europa, ma per altri aspetti rappresenterebbe invece un elemento fortemente negativo. Il costume nonché la religione sono in contraddizione con i valori e il costume dell'Europa. (Pensiamo all'adesione poco convinta della maggioranza della Turchia profonda (quella dell'Anatolia, il 90% dell'intera Turchia) a valori civili di rispetto delle donne, a valori laici kemalisti (revival islamico e partito islamico al potere che spera di indebolire i militari guardiani del laicismo proprio con la scusa della democratizzazione). C'é poi la mancata adesione a valori di tolleranza delle minoranze praticamente scomparsa quella cristiane greca ed armena, ferocemente perseguitata con operazioni antiguerriglia quella curda fino ad un paio di anni fa (e tuttora repressa in modi inammissibili in Europa incoraggiata alla emigrazione definitiva).

§          Infine, l'ingresso della Turchia é fortemente voluto dagli Usa, dalla Gran Bretagna e dall'Italia berlusconiana. Dagli Usa soprattutto, che avrebbero a quel punto un paese strettamente alleato e pronto a seguire le indicazioni della Casa bianca dentro agli organi dirigenti dell'Unione europea.

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Personalmente, sono d'accordo con l'entrata della Turchia in Europa per almeno quattro ragioni.

§          L'Europa ha bisogno di estendere la sua zona di influenza a zone nevralgiche, e la Turchia lo è, innanzitutto dal punto di vista geografico, poi politico e commerciale.

§          La Turchia è un paese "ponte" tra il mondo islamico e quello occidentale, spesso divisa tra queste due identità, nella ricerca di un proprio equilibrio laico, ma che spesso cade nella rete dell'estremismo religioso. L'ingresso nell' U.E. la allontanerebbe dalle pericolose influenze degli stati confinanti, e la costringerebbe ad adottare degli standard più moderati.

§          Inoltre è essenziale che si cerchi un punto di incontro con paesi a maggioranza religiosa musulmana, e il mettere i turchi in una posizione di pari opportunità con gli europei mi sembra un buon punto di partenza.

§          Far entrare la Turchia nell'Unione è importante soprattutto per l'Europa stessa, per affrontare i delicati equilibri internazionali; infatti questo Paese potrebbe essere un buon intermediario per i rapporti con i paesi arabi e asiatici suoi confinanti.

§          É chiaro che il Paese deve fare enormi passi avanti in tema di rispetto dei diritti politici e civili della popolazione. Per il resto, tutti i discorsi rispetto ad eventuali sottrazioni di lavoro mi sembrano veramente semplicistici. Non sono i turchi o i cinesi che ci portano via il lavoro, ma è il sistema economico mondiale che sta cambiando e tutti ne godiamo i benefici, ma ne paghiamo anche le spese.                    

Alberto Facco  4AEN (elettronici)

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